Sarabande è una creazione di rara eleganza in cui musica classica, circo contemporaneo e giocoleria convergono per dare vita a una performance sospesa tra poesia, virtuosismo e contemplazione. Ideata ed eseguita dalla violoncellista Noémi Boutin e dal giocoliere Jörg Müller, quest'opera offre una sensibile reinterpretazione di tre delle più celebri Suite per violoncello solo di Johann Sebastian Bach, trasformate in un'esperienza scenica in cui ogni nota dialoga con il movimento, lo spazio e le leggi di gravità.
Presentato al Bonlieu Scène nationale di Annecy, Sarabande non è né un concerto né uno spettacolo circense. È un vero e proprio dialogo tra due artisti che condividono il palcoscenico, in costante ascolto reciproco. La musica influenza i gesti del giocoliere, mentre i movimenti degli oggetti sembrano alterare la percezione stessa delle opere di Bach. Nessuno dei due mondi domina l'altro: si intrecciano con notevole precisione per creare un linguaggio artistico del tutto originale.
Al centro dell'esecuzione, Noémi Boutin interpreta le Suite n. 1 in sol maggiore, n. 3 in do maggiore e n. 5 in do minore di Bach. Veri e propri pilastri del repertorio per violoncello, queste opere offrono un viaggio emotivo dalla luce all'introspezione. La loro architettura musicale si trasforma in una vera e propria drammaturgia, ogni suite ispira un diverso universo visivo e guida la costruzione delle scene che compongono l'esecuzione.
Al contrario, Jörg Müller ha sviluppato un approccio unico alla giocoleria. Per molti anni, questo artista circense ha studiato il movimento continuo e i fenomeni fisici che governano gli oggetti sospesi. Il suo lavoro si discosta volutamente dalla giocoleria tradizionale basata su lanci e prese. Cerca invece di eliminare il concetto stesso di caduta, privilegiando rotazioni, oscillazioni, equilibri precari e movimenti circolari. Gli oggetti sembrano così muoversi secondo un proprio ritmo, creando l'impressione di un fluttuare perpetuo, dove la gravità diventa un'alleata del gioco anziché un vincolo.
La scena iniziale immerge immediatamente lo spettatore in questa delicata estetica. Una semplice candela diventa il punto di partenza per una riflessione sulla fragilità dell'equilibrio. Un lungo palo accompagna i movimenti del giocoliere mentre il violoncello suona le prime battute di Bach. I gesti sono lenti, precisi, quasi meditativi. Ogni movimento sembra sospendere il tempo e invita il pubblico a osservare con occhi nuovi fenomeni fisici familiari.
La seconda scena si svolge in un mondo completamente diverso. Tubi sospesi invadono gradualmente lo spazio scenico e diventano i compagni del giocoliere. Oscillano, ruotano, si intersecano, interagiscono tra loro e tracciano una vera e propria architettura in movimento nell'aria. I movimenti ripetitivi producono una coreografia ipnotica che accompagna le linee melodiche del violoncello. Lo sguardo si sposta costantemente dal musicista agli oggetti in movimento, come se le vibrazioni sonore ne estendessero direttamente le traiettorie aeree.
Con il procedere dello spettacolo, il confine tra musica e circo scompare gradualmente. I gesti stessi di Noémi Boutin diventano coreografici, mentre la giocoleria acquista una dimensione musicale. Il violoncello sembra a tratti dialogare con gli oggetti, a tratti con i silenzi, a tratti con lo spazio stesso. Questa graduale fusione costituisce uno dei grandi successi artistici di Sarabande, dove nessuna disciplina è utilizzata semplicemente come illustrazione di un'altra.
La scena finale conduce il pubblico a un'immagine spettacolare e profondamente poetica. In un'impressionante sospensione aerea, la musicista prosegue la sua performance mentre Jörg Müller si muove intorno a lei. Quest'elevazione finale non è un effetto teatrale gratuito: appare come il culmine naturale dell'intero percorso performativo. Fin dall'inizio dello spettacolo, gli artisti hanno cercato di sfidare le leggi di gravità; questa scena finale ne rappresenta la massima espressione, offrendo un'immagine di grande impatto emotivo.
Il progetto illuminotecnico di Hervé Frichet completa con delicatezza ogni dipinto. Le luci scolpiscono le traiettorie, evidenziano i movimenti degli oggetti e rafforzano il senso di leggerezza che pervade l'intera opera. I contrasti di luce enfatizzano la texture del legno del violoncello, la presenza dei tubi sospesi e i momenti di sospensione, contribuendo pienamente alla narrazione visiva.
Sarabande nasce dall'incontro tra due artiste con percorsi unici. Noémi Boutin, violoncellista rinomata per il suo impegno nella creazione contemporanea, da diversi anni esplora nuovi territori in cui la musica dialoga con altre discipline artistiche. Il suo lavoro l'ha portata a collaborare con ballerini, registi, scrittori, artisti visivi e circensi, sempre con l'obiettivo di spingere il violoncello oltre i suoi confini tradizionali.
Questo approccio si riflette pienamente nella filosofia della Cie Frotter | Frapper, da lei fondata a Lione nel 2015. Fin dalla sua nascita, la compagnia ha affermato il desiderio di diffondere sia le grandi opere del repertorio classico sia le creazioni contemporanee, commissionando nuove partiture e sviluppando spettacoli musicali originali.
Attraverso le sue creazioni, la compagnia ha costruito un'identità artistica basata sull'incontro. Il violoncello dialoga con il teatro, la danza, il circo, la letteratura, l'umorismo, la gastronomia e persino con i paesaggi in cui si svolgono le performance. Per Noémi Boutin, la musica possiede una capacità unica di unire il pubblico, indipendentemente da età, cultura o conoscenza musicale. Che sia composta nel XVIII secolo o solo poche settimane prima, che sia classica, popolare o improvvisata, rimane un linguaggio universale capace di accendere l'immaginazione senza imporre alcuna interpretazione particolare.
Questo impegno per l'apertura si riflette anche in un significativo sforzo di educazione e condivisione della conoscenza. Le produzioni della compagnia sono pensate per raggiungere un pubblico eterogeneo, nei teatri, nelle scuole, negli spazi pubblici, nei cortili, nei parchi e nei siti storici. Ogni progetto mira a offrire un'esperienza sensoriale in cui l'ascolto diventa un atto condiviso, capace di creare una connessione tra artisti e spettatori.
Sarabande illustra alla perfezione questa filosofia. Unendo un violoncello, un giocoliere, pochi oggetti e le Suite di Bach, i due artisti dimostrano che il virtuosismo non è mai fine a se stesso, ma un mezzo per evocare emozioni. L'esecuzione privilegia costantemente la delicatezza, il respiro, il silenzio e l'attenzione ai minimi dettagli. I movimenti rallentano, gli oggetti sembrano fluttuare e il tempo appare sospeso, invitando tutti a riscoprire la bellezza dei gesti più semplici.
La qualità artistica della compagnia è ormai ampiamente riconosciuta. Cie Frotter | Frapper è sovvenzionata dal DRAC Auvergne-Rhône-Alpes e riceve il sostegno della Regione Auvergne-Rhône-Alpes, della Città di Lione, del Centro Nazionale di Musica, della Maison de la Musique Contemporaine e di SPEDIDAM. È inoltre membro di PROFEDIM, FEVIS e della rete nazionale Futurs Composés, a dimostrazione del suo impegno per lo sviluppo della creazione musicale in Francia.
Allo stesso tempo, Noémi Boutin è artista associata presso diverse importanti istituzioni culturali francesi: MC2 Grenoble, Les Quinconces & L'Espal – Scène nationale du Mans, Malraux – Scène nationale Chambéry Savoie e il Théâtre de la Renaissance d'Oullins-Lyon Métropole, tutte partnership che sostengono lo sviluppo dei suoi progetti artistici.
La produzione è a cura di Cie Frotter | Frapper, in coproduzione con il Festival Les Nuits d'été, con il supporto di Les Subsistances di Lione. Il disegno luci è di Hervé Frichet, che svolge anche il ruolo di direttore di scena, alternandosi con Kamille Fau.
Fin dalla sua creazione, Sarabande ha riscosso un'entusiastica accoglienza da parte della critica. L'Est Républicain elogia "uno spettacolo delicato, sempre sul filo del rasoio, che unisce grazia e virtuosismo". Toute la Culture evoca "immensa emozione", mentre Le Monde descrive "uno spettacolo che ondeggia, letteralmente e figurativamente, nello spazio luminoso aperto dalle Suite di Bach". Queste recensioni sottolineano la capacità di questa creazione di trascendere i confini tradizionali tra musica e arti circensi, offrendo un'esperienza profondamente originale.
Accessibile sia agli amanti della musica classica che agli appassionati di circo contemporaneo, Sarabande ci invita a rallentare, osservare e ascoltare in modo diverso. In un mondo in cui tutto accelera, questa performance abbraccia invece il tempo, i gesti precisi, l'ascolto attento e la poesia del movimento. Opera di grande delicatezza, trova una sorprendente modernità nella musica di Bach, grazie al sensibile dialogo tra il violoncello di Noémi Boutin e le acrobazie aeree di Jörg Müller.